Light+Building a Francoforte, seconda parte ERCO

ERCO poco dopo lo spostamento della Fiera Light+Building a Francoforte ha presentato le pagine web ed il video della famiglia Eclipse.
Chi conosce ERCO sa che Eclipse è un nome famoso nella storia aziendale, infatti nel 1986 si trattò della prima famiglia di prodotti componibili. Mario Bellini fu il designer di quella svolta progettuale ed illuminotecnica. Allora come oggi Eclipse stabilisce i nuovi parametri della farettistica da binario con le dovute differenze rispetto alle sorgenti tradizionali. Se all’epoca i corpi a volte erano differenti a causa delle differenti dimensioni delle lampadine oggi non è più cosi. Il diodo base infatti viene replicato sulla base dei 2W della taglia XS ai 56W (da confermare) della taglia XL.

In attesa di poterlo testare dal vivo, mancata l’occasione a Light+Building a Francoforte, presento una storia del prodotto storico con il materiale cartaceo ed i pezzi che ancora abbiamo a disposizione. Ovviamente perfettamente funzionanti. Partiamo da una breve storia poiché merita di essere raccontata e letta.

Il catalogo ERCO del 1988 iniziava, pagina 15, con il modello Eclipse e si metteva in mostra la flessibilità del modello e la possibilità di poter cambiare la testa sul corpo con il trasformatore. I due corpi erano in pressofusione di alluminio di altissima qualità. Praticamente eterni

Questa è la versione Eclipse del 1990 ancora presente nella nostra esposizione. Come si vede la testa con parabola e lampadina è un elemento a parte rispetto al corpo che contiene il trasformatore. L’innesto a baionetta era a prova di errore sia per l’indicazione del bollino rosso che meccanica

Con le sorgenti tradizionali, incandescenza vapori fluorescente, si doveva adattare il corpo lampada alle caratteristiche dell’alimentatore e della lampadina. La differenza di dimensione e disegno tra la versione alogena e alogenuri della nostra esposizione è ben evidente.



Passiamo adesso ad analizzare il nuovo Eclipse:

Schermata del sito di ERCO con le possibili installazione di Eclipse su binario 48V, con driver remoto, oppure su binario 230V con driver incluso. Nel secondo caso si può decidere se avere il driver a vista o a scomparsa nel binario. I 3 corpi XS S e M possono essere inseriti direttamente nel binario 48V oppure nel driver a scomparsa del binario 230V

Con la sorgente a LED il diodo da 2W viene replicato sulle 5 misure disponibili mantenendo lo stesso disegno cilindrico. A variare è il posizionamento dl driver, nelle 3 misure più piccole è esterno, nelle 2 maggiori è incluso nel corpo.

La scelta delle temperature di luce varia da 2.700°K a 4.000°K però con l’aggiunta di filtri si possono ottenere delle significative variazioni arrivando a 2.200°K o 6.000°K

I filtri per variare la temperatura di luce non sono gli unici disponibili per Eclipse, già adesso si contano 28mila varianti possibili, in attesa di novità che in futuro di sicuro non mancheranno

Chiudo parlando di modularità poiché un aspetto importante è la possibilità di scegliere subito, ed anche in un secondo momento, il sistema di dimmerizzazione o di controllo.
Questi i sistemi disponibili: dimmer sul driver, dimmer di fase, DALI, Zigbee o Casambi Bluetooth.



Non è la prima volta che ERCO riprende il nome di uno storico prodotto e lo reinterpreta in soluzione a LED, lo aveva già fatto con Lucy e ne avevamo parlato nel nostro post. Anche per Eclipse l’aggiornamento è stato importante e dopo la mancata visione a Light+Building a Francoforte speriamo di averlo presto a disposizione per analizzarlo dal vivo.
Matteo Vivian

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