I nostri cataloghi Zumtobel dal 1996

In questo periodo tutti abbiamo approfittato del tempo “libero” impostoci per leggere libri lasciati sulla libreria o sul comodino. Finiti i libri è tornata la voglia di leggere qualche pdf di lavoro, sfogliare le pagine web aziendali o riprendere in mano i cataloghi cartacei. Finalmente ho potuto leggere con maggior attenzione le email che mi sono arrivate ed aprire con la giusta considerazione gli allegati. In particolar modo ho apprezzato l’email poiché mi ha stimolato ripercorrere una bella storia e a riprendere in mano e riordinare vecchi cataloghi.

Zumtobel mi ricorda la terza versione Light Fields, questa famiglia di prodotti rimane sempre fedele nell’evoluzione che ha visto tre diversi progettisti e varie sorgenti luminose. Segno questo di un impegno aziendale nel corso degli anni e con diversi progettisti per ottenere un ottimo prodotto.
Le caratteristiche nelle versioni rimangono le stesse: ampio rifrattore che emette una luce uniforme su tutta la superficie (Campi Luminosi Nomen Omen) e spessore ridotto. Fin da subito gli articoli prendono in considerazione molteplici versioni di impiego: incasso, plafone, sospensione e terra. Mantenendo sempre lo stesso effetto pur con dimensioni e sorgenti differenti.

Il prodotto entra nel catalogo di Zumtobel nel 2004 con le sole sorgenti fluorescenti T16 14/24/28/35/49W mentre per la versione da terra c’è 55W TC-L.
Le dimensioni della struttura sono quelle da sempre utilizzate per poter inserire i prodotti nelle controsoffittare. Fin da subito si punta alla componibilità per accostamento al di ottenere l’effetto di Campi Luminosi. Il progetto è affidato a Ettore Sottsass, uno degli ultimi per il designer che già all’epoca aveva 87 anni ma ancora spirito innovativo.
Negli anni successivi vengono prese in considerazione anche le sorgente fluorescenti compatte TC-TEL per  avere dei prodotti più piccoli.

Nel 2011 vengono introdotte le prime versioni con sorgente a LED utilizzando le strutture delle versioni fluorescenti. I LED avevano un’efficienza di 70 lumen per Watt e nel catalogo c’era lo schema con il confronto tra i fluorescenti e i LED comparabili.

Il nuovo nome Light Fields Evolution compare nel 2014 quando il progetto viene seguito da Chris Redfern e Sottsass Associati. In questa versione viene abbandonato il fluorescente e si punta solo sul LED.
Le dimensioni rimangono le stesse delle sorgenti tradizionali per poter essere sostituite con i modelli precedenti e per poter entrare nelle griglie dei controsoffitti.
Lo spessore si assottiglia grazie al solo impiego del LED e la pagina del catalogo mette in evidenza queste caratteristiche con il rendering. L’esploso rende bene l’idea dei singoli componenti e dell’assemblaggio.




Arriviamo alla terza versione Light Fields con alcuni caratteristiche fisse ed altre nuove. Innanzitutto il progetto è stato affidato allo Studio Ambrozus che per Zumtobel ha già disegnato altri prodotti Mirel, Ondaria, Perluce. Il design è ben consolidato, con Ambrozus nessun fronzolo ed una linea che definire “pulita” è riduttiva, insomma un Less is more che si conferma. Sono scomparsi gli spigoli vivi ed il rifrattore in MPO+, per una diffusione ancor più omogenea della luce, sporge leggermente dalla struttura.
Le dimensioni rimangono quasi le stesse delle versioni precedenti per adattarsi alle varie controsoffittare. Al momento sono disponibili le versioni a soffitto e sospensione, la versione da terra verrà messa in produzione durante il 2020.

Dettaglio del pdf di presentazione della terza versione Light Fields

A riprova della validità del programma Light Fields per le sue evoluzioni basti considerare il fatto che in tutte le versioni ha vinto il premio a IF World Design. Nella prima versione Light Fields, poi Light Fields Evolution ed infine Light Fields III. Lo Studio Ambrozus ha vinto il premio IF 9 volte e in 3 casi con Zumtobel grazie a Ondaria, Perluce e Light Fields III

Buona ripartenza a tutti, Matteo Vivian

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ERCO poco dopo lo spostamento della Fiera Light+Building a Francoforte ha presentato le pagine web ed il video della famiglia Eclipse.
Chi conosce ERCO sa che Eclipse è un nome famoso nella storia aziendale, infatti nel 1986 si trattò della prima famiglia di prodotti componibili. Mario Bellini fu il designer di quella svolta progettuale ed illuminotecnica. Allora come oggi Eclipse stabilisce i nuovi parametri della farettistica da binario con le dovute differenze rispetto alle sorgenti tradizionali. Se all’epoca i corpi a volte erano differenti a causa delle differenti dimensioni delle lampadine oggi non è più cosi. Il diodo base infatti viene replicato sulla base dei 2W della taglia XS ai 56W (da confermare) della taglia XL.

In attesa di poterlo testare dal vivo, mancata l’occasione a Light+Building a Francoforte, presento una storia del prodotto storico con il materiale cartaceo ed i pezzi che ancora abbiamo a disposizione. Ovviamente perfettamente funzionanti. Partiamo da una breve storia poiché merita di essere raccontata e letta.

Il catalogo ERCO del 1988 iniziava, pagina 15, con il modello Eclipse e si metteva in mostra la flessibilità del modello e la possibilità di poter cambiare la testa sul corpo con il trasformatore. I due corpi erano in pressofusione di alluminio di altissima qualità. Praticamente eterni

Questa è la versione Eclipse del 1990 ancora presente nella nostra esposizione. Come si vede la testa con parabola e lampadina è un elemento a parte rispetto al corpo che contiene il trasformatore. L’innesto a baionetta era a prova di errore sia per l’indicazione del bollino rosso che meccanica

Con le sorgenti tradizionali, incandescenza vapori fluorescente, si doveva adattare il corpo lampada alle caratteristiche dell’alimentatore e della lampadina. La differenza di dimensione e disegno tra la versione alogena e alogenuri della nostra esposizione è ben evidente.



Passiamo adesso ad analizzare il nuovo Eclipse:

Schermata del sito di ERCO con le possibili installazione di Eclipse su binario 48V, con driver remoto, oppure su binario 230V con driver incluso. Nel secondo caso si può decidere se avere il driver a vista o a scomparsa nel binario. I 3 corpi XS S e M possono essere inseriti direttamente nel binario 48V oppure nel driver a scomparsa del binario 230V

Con la sorgente a LED il diodo da 2W viene replicato sulle 5 misure disponibili mantenendo lo stesso disegno cilindrico. A variare è il posizionamento dl driver, nelle 3 misure più piccole è esterno, nelle 2 maggiori è incluso nel corpo.

La scelta delle temperature di luce varia da 2.700°K a 4.000°K però con l’aggiunta di filtri si possono ottenere delle significative variazioni arrivando a 2.200°K o 6.000°K

I filtri per variare la temperatura di luce non sono gli unici disponibili per Eclipse, già adesso si contano 28mila varianti possibili, in attesa di novità che in futuro di sicuro non mancheranno

Chiudo parlando di modularità poiché un aspetto importante è la possibilità di scegliere subito, ed anche in un secondo momento, il sistema di dimmerizzazione o di controllo.
Questi i sistemi disponibili: dimmer sul driver, dimmer di fase, DALI, Zigbee o Casambi Bluetooth.



Non è la prima volta che ERCO riprende il nome di uno storico prodotto e lo reinterpreta in soluzione a LED, lo aveva già fatto con Lucy e ne avevamo parlato nel nostro post. Anche per Eclipse l’aggiornamento è stato importante e dopo la mancata visione a Light+Building a Francoforte speriamo di averlo presto a disposizione per analizzarlo dal vivo.
Matteo Vivian

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A due mesi dalla mancata Fiera Light+Building a Francoforte e a pochi giorni dalla riapertura delle attività proviamo a vedere online alcune novità che ci siamo momentaneamente persi. Giova ricordare che la Fiera è stata una delle prime ad essere rinviate e poi annullate.
Iniziamo per la prima parte in ordine alfabetico con BEGA.


BEGA ha sempre investito molto su Light+Building a Francoforte ed anche per questa edizione erano già pronti nei TIR oltre 750 modelli da esporre su di una superficie di circa 1.000mq, una parte di questi dedicata ai prodotti da esterno ed una per l’interno.

Facciamo una rapida presentazione di alcune delle novità da esterno:

È stato rivisitato uno dei modelli storici di BEGA il mattone luminoso col numero civico, come ho già scritto in un precedente post, questi modelli sono presenti nel catalogo da oltre mezzo secolo. Qui viene rivisto con la sorgente a LED ed un effetto luminoso in linea con quello degli altri prodotti a catalogo

questi erano i modelli del Catalogo del 1964, avevamo parlato dei cataloghi storici di BEGA in questo nostro post

Novità assoluta per il palo di lampioncini e lampioni in legno. La base e la testa dei prodotti restano ovviamente in pressofusione di alluminio. Le due estremità unite dall’inedito materiale assumono l’aspetto di un albero con un frutto luminoso.

Come sempre BEGA presenta l’evoluzione di prodotti già a catalogo. In questo caso si tratta della terza dimensioni per un lampioncino molto originale a sezione trapezoidale. 3 anni fa venne presentata la misura piccola alta 25cm. 2 anni fa la misura media alta 35cm ed adesso c’è la versione alta 100cm.

IDEALUX (MAROSTICA, VICENZA) ::: BEGA 84176

L’aspetto interessante è che non si tratta semplicemente di una maggiorazione ottenuta cliccando sul file .dwg bensì di una considerazione delle giuste proporzioni in base all’altezza e sezione della testa. Basta leggere qui le dimensioni delle altre due versioni piccola e media




Queste le novità per gli apparecchi da interno:

La sfera era un modello sino ad oggi utilizzata soprattutto col vetro in casa BEGA. Adesso anche l’alluminio inizia ad avere una vasta produzione all’interno della famiglia Studio Line. Come per gli articoli precedenti la verniciatura esterna è nera o bianca e gli interni alluminio, ottone o rame.

A catalogo erano già disponibili le versioni a sospensione e adesso si possono avere anche nella versione da soffitto o controsoffitto. Con driver incluso da posizionare nel controsoffitto.

La versione da parete di Studio Line adesso ha delle prestazioni superiori rispetto ai prodotti precedenti arrivando nella versione da 50cm a 29W con 1.344lm

Sfere inedite biemissione anche per la parete con la caratteristica struttura in alluminio nelle classiche finiture di BEGA bianca, nera o inox. Il vetro in cristallo ha l’interno bianco o cristallo con effetto ghiaccio.

Il modello è disponibile anche nella versione da soffitto o semincasso con la sola semisfera inferiore

A breve attendiamo di avere i primi articoli di queste nuove collezioni nella nostra esposizione, se volete essere aggiornati sulle date di consegna inviateci una email a info@idealux.com

Matteo Vivian

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