Confronto tra modelli simili, ma non uguali

Cini&Nils Passepartout25 e Passepartout55, il modello Passepartout sospensione è disponibile in due diverse misure e qui le mettiamo a confronto, famiglia di prodotti disegnata da Luta Bettonica
Ci sono solo due punti in comune: l’emissione della luce precisa verso il basso ed i 4 cavi di sospensione/alimentazione.
L’emissione verso il basso è molto precisa grazie alla lente che delimita il fascio sul piano, potenza e flusso sono differenti:
per il 55 sono 13W e 1.300lm
per il 25 sono 9W e 1.000lm
questa differenza dal vivo si nota ma non troppo visivamente

La versione piccola è molto più leggera visivamente, il foro centrale alleggerisce l’insieme inoltre la colorazione bianca o nera mimetizza il prodotto nell’ambiente; mentre la versione da 55 ha sempre il cerchio centrale Ø 24cm in acciaio inox quindi molto visibile poiché riflette le immagini sottostanti inoltre l’anello esterno la rende ancora più evidente.

La differenza maggiore si nota quando si guarda verso il soffitto. Infatti la versione da 25 utilizza per la luce indiretta 2 LED singoli mentre la versione da 55 due corone di LED, queste le potenze ed i flussi
per il 55 sono 16W e 1.500lm
per il 25 sono 2x5W e 2x600lm
se nel caso del 55 non ci sono ombre e la luce è molto diffusa ed uniforme per il 25 si notano bene le ombre dei 4 cavi sul soffitto.

Entrambi gli effetti sono molto interessanti ed efficaci, l’importante è scegliere quello che si preferisce per il proprio ambiente.

Queste le finiture/verniciature disponibili per le 2 misure
Passepartout25
– disco bianco opaco, struttura alluminio diamantato
– disco nero opaco, struttura alluminio diamantato
– disco cromo lucido, struttura alluminio diamantato
– disco oro lucido, struttura ottone opaco

Passepartout55 ha sempre il disco centrale in inox specchio, cambia il disco esterno
– bianco opaco
– nero opaco
– cromo lucido
– oro lucido
– argento opaco
– oro opaco

Buona scelta, Matteo Vivian

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Cini&Nils Passepartout25 e Sferico, mettiamo a confronto due modelli della stessa aziende per capire quale sia il più adatto alle differenti esigenze.
Passepartout25 e Sferico sono entrambi di recente immissione nel mercato rispettivamente 2017 e 2018.

Gli aspetti in comune sono tre: prodotti della stessa azienda (Cini&Nils), disegno della stessa progettista (Luta Bettonica) ed emissione della luce verso l’alto e verso il basso.

I contatti si esauriscono qui, il resto è ben differente a partire dalle relazioni con gli altri articoli della famiglia.

Il modello Passepartout25 è nato all’interno di una famiglia che si allarga sempre di più: terra, parete e sospensione in varie misure e finiture.
Mentre Sferico è la versione singola sospesa su rosone del modello da inserire nei cavi del Minitenso, al momento.

Quale modello considerare?

Entrambi i prodotti a mio avviso meritano il massimo dei voti sia per la scelta dei materiali che per l’effetto luminoso ed è qui che si gioca la differenza tra Cini&Nils Passepartout25 e Sferico.

Come si vede dalle foto qui sopra, o da quelle pubblicate nelle pagine specifiche del prodotto, il primo ha il LED inferiore che direziona la luce in maniera molto precisa grazie alla lente semisferica mentre verso il soffitto i 2 LED puntali proiettano le ombre dei 4 cavi di sospensione.

Lo Sferico ha i 2 LED schermati da un coppetta in policarbonato che li nasconde e diffonde la luce in maniera più morbida e meno netta rispetto al Passepartout.

Le foto scattate verso il tavolo e verso il soffitto mettono in evidenza queste differenze soprascritte quindi per chi preferisce una luce marcata sul tavolo, e sul soffitto meglio il Passepartout.

Se si cerca una luce più diffusa il modello Sferico è più adatto, infatti la luce arriva anche sulle pareti della stanza in maniera omogenea a differenza del Passepartout. Ovviamente se si pensa di fissare il prodotto in un ingresso o un disimpegno la scelta sarebbe per il solo Sferico infatti nella versione su cavo Minitenso nasce proprio per situazioni come queste mentre il Passepartout darebbe una luce fastidiosa per chi cammina sotto.

Ovviamente siamo sempre disponibili ad offrivi in sede un confronto tra questi prodotti ed altri per capire dal vivo la differenza ed effettuare la miglior scelta.

Matteo Vivian

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Nel 2018 vale ancora la pena di investire tempo e soldi in una fiera? A giudicare dai risultati di Light&Building 2018, Frankfurt Messe direi proprio di sì. Ho visitato la Fiera di Francoforte nel giorno dell’apertura domenica 18 marzo percorrendo i padiglioni del lato est nell’ordine 6, 5, Forum, 2, 1 e 3. Non c’era un solo spazio vuoto nell’amplissima superficie della Fiera, notevole l’affluenza dei visitatori e soprattutto aziende con stand nuovi e svariate novità, segnale evidente di buone prospettive per il futuro.

Nell’attuale mercato sempre più spinto dall’informazione web o social non ci si impegna per recarsi nei vari padiglioni per toccare il nuovo prodotto. Non è necessario in quanto via email o con corriere espresso arriva in tempo quasi reale. Bensì ci si impegna per incontrare persone. Si può ben affermare che la Fiera non è più il luogo di scambio dei secoli, o solo anni, passati. La Fiera è piuttosto una Piazza dove si parla, si conosce o si consolida il rapporto con le aziende ma soprattutto con le persone senza le quali nessuna attività esisterebbe.

Infatti in un mercato manifatturiero dove c’è più offerta che domanda la differenza non può essere determinata solo dal prodotto. Sono le persone che lo propongono che la fanno. In caso contrario il mercato online annullerebbe quello tradizionale che invece rappresenta ancora il riferimento delle aziende presenti in questa Fiera. La foto che ho scelto tra quelle da me scattate a Light&Building 2018, Frankfurt Messe rappresentano proprio questa sensazione di rapporto tra persone piuttosto che tra prodotto e persone. Anche perché entrambe, in maniera differente, sono riuscite a personalizzare uno stand esteso che rischia di diventare anonimo. E siccome “due indizi fanno una prova” le stesse hanno ringraziato i collaboratori ed i clienti con un post specifico nei vari social.

Matteo Vivian

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