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Venerdì, 20. Ottobre 2017
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Illuminazione Barovier & Toso: a Marostica (Vicenza) lampade e lampadari di design

Barovier & Toso

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Tutto succede in un'isola, luogo dell'esotico e dello stupefacente come ogni isola: Murano.

In un atto del 982 si parla di un certo Domenico "fiolario" cioè vetraio di Murano e in quest'isola si trasferiscono le fornaci da Venezia nel 1291, per paura del fuoco, per conservare le alchimie e i segreti del vetro lontano da concorrenti e per confinare gli artisti vetrai in una sorta di ghetto. Murano: la prima "zona industriale del mondo"!

Il più antico rappresentante della famiglia di cui si abbia notizia è Jacobello (1295 ca.) e circa due secoli dopo il grande maestro Angelo lascerà segni indimenticabili nella storia del Rinascimento.
Angelo Barovier inventa, infatti, verso il 1450, il "vetro cristallino" o cristallo: un soffio tutto chiarezza, trasparenza in perfetto stile rinascimentale.

Sempre nel 1450 si può datare la "coppa nuziale Barovier" nel bel vetro blu a smalti e decorazioni aurate, ora al museo di Murano, forse l'oggetto più prezioso, certo il più famoso tra i capolavori vetrari del Rinascimento.

A Murano, nel '500, ben tre fratelli Barovier sono padroni di fornace e "gastaldi dell'arte" con tre fornaci e tre simboli diversi: l'Angelo, la Campana e la Stella.
Le tre "insegne di bottega", unite per tradizione, sono oggi lo stemma dei Barovier.

Nel corso dei secoli l'attività di Murano alterna periodi di splendore e di profonda crisi, come quella attraversata tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo.
Siamo nel 1815 Venezia passa sotto il dominio dell'Austria, l'arte vetraria in pochi decenni smarrisce alcune importanti tecniche di lavoro ma l'albero genealogico dei Barovier prosegue.

Nel 1866 Venezia e il Veneto tornano all'Italia e una piacevole aria di libertà favorisce un nuovo interesse per l'arte e nuove istituzioni spingono la rinascita dell'industria vetraria muranese.

Nel 1878 l'intero gruppo dei Barovier lascia la ditta Salviati e costituisce una società destinata a diventare famosa, "La Artisti Barovier": mostre e premi, brevetti e nuove tecniche sono i frutti di questa prestigiosa fornace che nel 1913, all'esposizione di Ca' Pesaro a Venezia, presenta vetri "murrini" di gusto assolutamente di avanguardia, su disegni di Vittorio Zecchini e del pittore Teodoro Wolf Ferrari. Risalgono a questo periodo i brevetti per il "vetro madreperla" e per il "rosso corniola senza uso dell'oro".

Alla fine del primo conflitto mondiale la fabbrica si rinnova e si trasforma in "Vetreria Artistica Barovier & C.": siamo nel 1920 l'anno in cui Ercole Barovier inizia la sua carriera di imprenditore e di designer.
Durante gli anni Trenta, Quaranta e Sessanta la presenza di Ercole Barovier come designer è determinante per l'Azienda che nel frattempo assume la denominazione di Barovier&Toso grazie alla fusione avvenuta con la famiglia Toso, anch'essa muranese e con una grande storia alle spalle.
Per Ercole Barovier è il momento più bello, inventa la "colorazione a caldo senza fusione", ottiene diversi brevetti, molti dei quali sono oggi divenuti momenti fondamentali del comune modo di produrre il vetro a Murano.

Per Barovier&Toso inizia una nuova fase: quella di dare efficienza ad un modo di lavorare che comunque doveva restare legato alla tradizione. Un obiettivo non semplice ma che porta la società ad essere, con la metà degli anni '80, una vetreria sempre "muranese" sempre "artistica" ma completamente rinnovata nel modo di operare, nei sistemi di organizzazione e nella capacità di muoversi sui mercati, per arrivare all'attuale struttura.

Su questi presupposti la produzione si evolve e si fa sempre più attenta alle necessità di oggi: vetri d'arte, apparecchi d'illuminazione classici e contemporanei, illuminazione speciale per grandi complessi e, da pochi anni i "goti de fornasa", quegli oggetti fatti personalmente dai vetrai per la loro necessità di bere e che sono divenuti veri esempi di "arte povera".

Anche il numero dei designer cresce con le nuove necessità: Umberto Riva, Matteo Thun, Daniela Puppa, Franco Raggi, Marco Mencacci, per citare solo gli ultimi.

A riconoscimento di un impegno nel vetro oramai secolare, la famiglia Barovier è presente sul "Guinness" dei primati come la più antica famiglia di vetrai del mondo e, dal 1987, fa parte dell'Associazione Internazionale degli "Hénokiens", un prestigioso club internazionale che annovera solo ventidue membri in tutto il mondo: i requisiti sono infatti veramente speciali: duecento anni di esistenza come azienda e una proprietà che discenda direttamente dai fondatori.

SOSPENSIONE:

Taif Taymyr San Giorgio Dhamar
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Baikal Amsterdam Alexandria Saint Germain
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Spade 1939
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SOFFITTO:

Rex Palace
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Flu
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PARETE:
Flu Rinascimento
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TERRA:
Flu Rinascimento
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TAVOLO:
Rinascimento
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